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mercoledì 27 marzo 2013

Succo di Guava e Trasporti a Bogotá

La Guava (in spagnolo Guayaba) è un frutto che già gli Aztechi consumavano, perché aveva proprietà magiche. La Guava contiene una straordinaria concentrazione di antiossidanti, è anche poco calorica (cosa che non guasta), con appena 20 calorie ogni 100 grammi; inoltre ha 16 vitamine e alti livelli di aminoacidi. 



La mappa di Bogotá è fatta seguendo un disegno in quadricula ed è divisa tra: Carreras (K) che sono parallele alle montagne, dal Sud al Nord; e, Calles (C), dall'Est all'Ovest, attraversando verticalmente le Carreras. Ci sono anche le Diagonales, Est-Ovest; e, le Transversales, Sud-Nord, nessuna di queste due rispetta la quadricula. E per finire, ci sono anche le Avendias, parallele, diagonali e perpendicolari alle Calles, che sono più larghe e sono le strade più importanti.
Le strade in tutto in paese non hanno nomi, hanno numeri. A Bogotà, eccetto le stradine del quartiete coloniale, dove ci sono i nomi dei professionisti che lavoravano là. Ci sono anche nomi nelle Avenidas, ma c'è sempre anche il numero.
Quando le Carreras partono dallo 0 al Sud, al nome della strada viene aggiunta una "S". Per esempio, un indirizzo al Nord sarebbe: K87#C17-23 (il 23 sarebbe il numero del palazzo), mentre lo stesso indirizzo al Sud sarebbe: K87#C17-23S. Ma a volte è ancora più difficile, perché le stradine si suddividono in A, B, C (p.e K87#C17A-23)... e allora devi armarti di tanta pazienza per trovare il posto.
Anche se c'è questo sistema di organizzazione in quadricula, il traffico non funziona molto bene, ma sopratutto in caso di pioggia, tutto diventa un vero casino, resta tutto bloccato, come dicono qui "trancón".
A Bogotá ci sono troppe macchine e dal lunedì al venerdì ci sono restrizioni di traffico, il cosiddetto "pico y placa": "pico" è l'ora di punta (dalle 6-8,30 e dalle 15-19,30) e in questi momenti possono  circolare soltanto le macchine con la targa che è permessa quel giorno. Per esempio, oggi soltano le targhe che terminano in 2-4-6-8-0.
Per muoversi per la città se non hai la macchina propria, ci sono varie opzioni, tra cui i taxi, che sono gialli, abbastanza economici e in genere anche molto piccoli. I tassisti hanno molta fantasia e li personalizzano in tanti modi: luci, impianto stereo e schermi dvd dove puoi vedere videoclip si Vallenato o Salta, il problema è che anche l'autista lo può guardare... Anche qui con u tassisit si parla di calcio, più del calcio europeo che di quello americano, e per me è fantastico...

I taxi sono "grandissimi"

Il sistema di pullman è un altro mondo, dato che ce ne sono di diversi tipi: colectivos, ejecutivos, busetón, corrientes, busetas e Transmilenio. Io ancora non sono riuscita a capire cosa è ognuno di essi, ma non ho neanche trovato un colombiano che mi sappia differenziare bene uno dall'altro. Così parlerò dei tre che conosco: TransMilenio, Colectivos (che sono come un furgone e non si capisce en il giro che fanno per andare dove dicono che vanno) e Busetas.
Per salire su una Buseta devi conoscere un po' la città, perché hanno un cartellone davanti dove ci sono scritti alcuni posti in cui passano. Ogni posto è scritto con un tipo di lettera in un colore diverso e questo non aiuta molto a capire dove va. Non esistono fermate, uno alza la mano e la buseta si ferma, e per scendere basta avvisare l'autista. Quando sei dentro, è una vera avventura dato che sono molto frequenti le frenate brusche... che ti aiutano a uscire volando... Inoltre gli autisti vanno alla caccia del passeggero, perché più gente = più soldi, anche se sono abbastanza piccoli, ma è uguale, non si sa qual è la capacità nè quanta gente può salire. Il prezzo è lo stesso per tutte: 1450 pesos (0,70€) o 1500 pesos per i giorni festivi e la sera.
Le busetas sono diversissime e appartengono a poche dirre che controllano il traffico di passeggeri della città. Ma anche se sono della stessa azienda, sono diversi modelli di automobili o hanno diversi colori. Anche su questi trovi i disegni più pazzeschi.

                                 
                          Cartellone con un percorso
Buseta

Diversi modelli di buseta

Il trasporto più importante ed organizzato della città è il TransMilenio, un sistema di trasporto pubblico veloce, che è nato nel 2000 a Bogotá, copìando un modello che già esisteva nell'Ecuador e nel Brasile. Ma questa rete è la più grande al mondo. Gli autobus sono articolati e hanno delle corsie proprie. Le stazioni sono in mezzo a questi viali e sono sopraelevate e, per motivi di sicurezza, le porte di accesso verso la strada si aprono automaticamente solo al momento della fermata del bus. La corsia di fermata è sempre affiancata da una seconda corsi di marcia per evitare rallentamenti agli autobus. Ci sono 11 linee, comunque poche per una città così grande. All'inizio e alla fine di ogni linea ci sono i "Portales", grandi stazioni da dove partono anche gli "Alimentadores", che sono pullman che fanno percorsi per i quartieri, per collegarli tutti con il Trans. Sono gratis, perché paghi quando sali o arrivi al "Portal", hanno delle fermate fisse, per questo molta gente li usa gratis per attraversare i loro quartieri. Adesso ci sono altri pullman di questi tipi anche in mezzo ai percorsi del Trans per collegare diverse stazioni attraversando quartieri, ma non si capisce che percorsi fanno e quasi nessuno gli usa.
I politici colombiani parlano molto bene del loro sistema di trasporto ed è stato studiato in tante altre città dell'America del Sud. Loro sostengono che è come la metropolitana perché è veloce, ha delle fermate stabilite, puoi cambiare linea senza pagare di più... In realtà non è una metro, dato che, prima di tutto, non ha la capacità di trasporto massivo di persone: il Trasn è sempre extra-pieno di gente e questo è uno dei grandi problemi. Per esempio, gli autobus hanno capacità di 160 passeggeri, mentre in Brasile sono di 270 persone.
I biglietti costano 1400 pesos o 1700 pesos nelle ore di punta, che sono le stesse previste dal "pico y placa". Ma questi prezzi sono molto cari per la maggioranza dei cittadini di Bogotá e non ci sono sistemi di sconti per acquistare più biglietti. La frequenza delle corse non è ottima dato che, anche se gli autobus passano spesso, a volte devi lasciarne passare due o tre prima di salire. E quando sono così pieni, sono il posto ideale per i ladri: è il paradiso per i borseggiatori di cellulari e portafogli. Ma è anche vero che, quando non c'è tantissima gente o nei fine di settimana, sono davvero efficenti, perché sono veloci.
Ci sono tante persone che si lamentano dell'orario, dato che qui le distanze sono molto, molto grandi e l'orario dalle 5,00 alle 23,00 no è sufficiente per chi, per esempio, abita al Sud e deve andare a lavorare al Nord ed essere sul posto di lavoro alle 7,00.

Stazione del TransMilenio 
Gli autobus sono diesel, certo non inquinano come le busetas che emettono un fumo nero continuamente, ma a 2600 metri il diesel ha un grande impatto ambientale.
Ma bisogna dire che nessuno di questi problemi viene risolto. Il sistema TransMilenio è sviluppato con risorse pubbliche: le corsie, le stazione, l'amministrazione e la pianificazione sono pubbliche. Ma i veicoli e la raccolta di fondi sono gestite da un'azienda privata, che allo stesso tempo amministra anche tutte le aziende di trasporto che gestiscono le busetas. Il Comune di Bogotá riceve soltanto il 3% dei soldi incassati e con questi dovrebbe far fronte alle infrastrutture: evidentemente non bastano, dato che ci sono percorsi chiusu "in manutenzione", ma non si vede nessun lavoro di manutenzione. La gestione privata appartiene a volte agli stessi politici o alle loro famiglie che non cambiano le regole per migliorare il sistema. Bisogna dire che questo sistema de trasporto nella cittpa dove è nato, a Curibita (Brasile) è cento per cento di gestione pubblica e funziona molto bene, decisamente meglio di qua.
Ci sono stati pure progetti per costruire la metropolitana, che sarebbe neccesaria e sono stati anche versati i soldi a varie aziende di costruzione, che però sono sparite appena incassato il denaro... In molti casi queste aziende erano di proprietà de più ricchi del paese, che a volte sono gli stessi politici... Comunque, per il momento, la metro rimane un sogno bogotano.

venerdì 8 marzo 2013

Succo di Carambola e Museo dell'Oro

La carambola è un frutto tropicale molto originale, ha un aspetto particolare, con forma di stella a cinque punte. La buccia è di colore giallo chiaro ed ha una profumazione intensa. La polpa all’interno è croccante e succosa, dal sapore rinfrescante e gradevolmente asprigno. La Carambola è ricca di acqua e povera di calorie, ha vitamine A e C e proprietà lassative, e contiene elementi minerali come il potassio, che è utile per la sintesi delle proteine muscolari e l’idratazione cellulare.



Nel fine settimana ho visitato il Museo dell'Oro, dove c’è una mostra sulla storia dell’oro ed altri metalli delle società preispaniche che abitavano nell’attuale territorio della Colombia. Cioè, pezzi meravigliosi che i conquistatori spagnoli non sono riusciti a portarsi via...
La collezione è iniziata nel 1940, dopo di che i governi colombiani hanno iniziato a legiferare per proteggere il grande tesoro archeologico che ha il paese, per evitare i furti e la vendita illegale di questi tesori. Il Museo attuale è stato ristrutturato nel 2008 ed è tenuto molto bene.
Il museo offre ai turisti un'incredibile collezione di quasi 34 mila pezzi di oro e tumbaga, (il nome dato dai conquistadores spagnoli ad una lega di oro e rame), e tanti altri oggetti in ceramica, pietra, conchiglia o strumenti musicali. La visita inizia dalla sala dove viene spiegato come si lavoravano i metalli: è veramente incredibile la capacità e abilità che avevano gli orafi 2500 anni fa, utilizzando soltanto i materiali che trovavano nella natura.
Poi, c’è la sala “la gente e l’oro nella Colombia Preispanica”, che ospita molti articoli appartenenti a diverse culture indigene colombiane di regioni quali Calima, Muisca, Nariño, Quimbayá, Sinú, Tairona, San Agustín, Tierradentro e Tolima.


Al terzo piano (in Italia sarebbe il secondo, ma qui il piano terra è nominato come “primo piano”) c’è la sala acorazzada dove dicono che ci siano gli articoli più preziosi, ma a me tutto il museo sembra  'prezioso'. “Cosmologia e simbolismo” è il nome di questo spazio, qui trovi tanti articoli legati alle pratiche degli sciamani, e hanno un significato indecifrabile. Tante volte sono stati proprio gli attuali indigeni a dare agli storici una spiegazione del significato di quelle figurine, dato che molti di loro hanno ancora un legame con i loro antenati.
Questo piano ha un'altra sala, chiusa, in penombra, dove c’è un’animazione del volo degli sciamani, il senso religioso che unisce il cielo e la terra. Al centro della stanza, c’è una “Balsa Muisca” che simbolizza la cerimonia di “El Dorado”, dove lo sciamano o il cacicco promuovevano l’equilibrio del mondo.
E per finire c’è la sala da “esplorare”, uno spazio didattico con documentari, pannelli e un grande tappeto con la mappa del paese, dove ho trovato vari paesi con il nome di Florencia (Firenze), Pamplona o Madrid...
Non è difficile immaginare come i conquistatori spagnoli rimanessero senza fiato nel vedere gli abitanti di questo paese con tanti gioielli d’oro: l’avarizia e l’avidità hanno sporcato quell’oro con il sangue delle uccisioni e con lo sterminio degli indiani. La ricerca di “El Dorado” è un esempio di come l’oro era un'ossessione e ancora di più il presenziare eventi come questo: (*narrazione originale di Juan Rodríguez Freyle, del 1636):
"En aquella laguna de Guatavita se hacía una gran balsa de juncos y aderezábanla lo más vistoso que podían...A este tiempo estaba toda la laguna coronada de indios y encendida por toda la circunferencia, los indios e indias todos coronados de oro, plumas y chagualas... Desnudaban al heredero (...) y lo untaban con una liga pegajosa, y rociaban todo con oro en polvo, de manera que iba todo cubierto de ese metal. Metíanlo en la balsa, en la cual iba parado, y a los pies le ponían un gran montón de oro y esmeraldas para que ofreciese a su dios. Entraban con él en la barca cuatro caciques, los más principales, aderezados de plumería, coronas, brazaletes, chagualas y orejeras de oro, y también desnudos... Hacía el indio dorado su ofrecimiento echando todo el oro y esmeraldas que llevaba a los pies en medio de la laguna, seguíanse luego los demás caciques que le acompañaban. Concluida la ceremonia batían las banderas... Y partiendo la balsa a la tierra comenzaba la grita... Con corros de bailes y danzas a su modo. Con la cual ceremonia quedaba reconocido el nuevo electo por señor y príncipe".




Nel lago di Guatavita si possono ancora vedere le prove di ciò che hanno fatto gli spagnoli, alla fine del secolo XVI, nel tentativo di drenarlo per trovare i tesori nel fondo.

La conquista e la ricerca di El Dorado non è finita con l’Indipendenza della Colombia, nel 1819. Lo sfruttamento delle risorse naturali continua, adesso ci sono le grandi aziende minerarie canadesi ed inglesi che, con l’aiuto del governo colombiano, stanno distruggendo gli ecosistemi, portando all'estinzione tantissime specie animali e vegetali e cacciando via gli indigeni dai loro territori, spesso anche con la forza e arrivando talvolta agli omicidi.
Questa settimana c’era un articolo sulla stampa sulla decisione del Ministero delle Miniere e dell’Energia di non dare la denominazione di “Ramsar” (spazio naturale protetto e senza attività mineraria), alla zona di Estrella Fluvial de Inirida, Est della Colombia. Dal 2004 il WWF, la Corporación Autónoma para el Desarrollo Sostenible del Norte y Oriete Amazónico e le comunità indigene chiedono il riconoscimento di questo territorio come zona Ramsar, anche perché è il luogo  in cui si uniscono quattro fiumi (Inirida e Guaviare, e Atabapo ed Alto Orinoco) e ci sono tante zone umide con 15 comunità indigene, minacciate dall'attività mineraria illegale.
L’area è vasta 253 000 ettari e ha tutti i requisiti per ottenere il riconoscimento di Ramsar, ma c'è un “piccolo” problema: è una zona molto ricca. Ha tanti minerali: oro, platino, fosforo, carbone e una star... coltan!! (tantalite) Così, il Ministero sta dando più importanza alle aziende minerarie che al Ramsar. Non dobbiamo dimenticare che la Colombia è un paese minerario, per esempio, qui c’è la miniera a cielo aperto più grande del mondo, a Cerrejón, vasta 69.900 ettari.
Ancora non conosco tante cose di questo paese né del mondo delle miniere, ma anche così mi permetto di criticare le attività di sfruttamento dell'ambiente, attività che, con l’appoggio della legislazione dello stesso paese,  stanno causando lo sterminio delle comunità indigene e delle loro culture.