¿Quieres leer en español?

mercoledì 27 febbraio 2013

Pomodori d'albero ed orti urbani

L'altro giorno vi ho parlato del pomodoro d'albero e delle loro propietà, oggi vi lo presento attraverso quest foto:

Pomodori d'albero, il pelato è pronto per diventare succo

Mentre voi stavate esercitando il vostro diritto di voto, como bravi cittadini, io, nel fine di settomana sono andata nella parte sud occidentale della città. Sono stata nel quertiere "Citta Kennedy", chiamato così perché il primo programma di urbanizzazione della zona risale al 1961, grazie al credito allo sviluppo concesso dal governo americano di John F Kennedy, cioè l'Alleanza per il progresso. Nello stesso anno, JFK ha visitato Bogotá, ma è stato solo dopo la sua morte, nel 1963 quando i cittadini hanno ribattezzato il quartiere da "Ciudad Techo" a "Ciudad Kennedy".
Questo quartiere di Bogotá potrebbe essere la quarta o quinta città del paese come popolazione, perché ha circa 2 millioni d'abitanti. E' una realtà molto diversa a quella che io vedo ogni giorno, sia sul piano economico come sul quello sociale.
Città Kennedy è una delle zone della città che è il destino di molti movimenti interni del paese, persone che arrivano a Bogotá perché la guerrilla o i paramilitari li hanno espulsi dai loro paesi, sicuramente perché abitavano in una zona di campagna che è molto ricca e che ha tanti minerali e dunque per loro è meglio trafficare con quello che non lasciare ai contadini coltivare il loro mais. Colombia è, secondo UNHCR, il secondo paese al mondo con maggiore numero di movimenti interni, mentre il Sudan è il primo.
Negli ultimi due anni in questo quartiere stanno arrivando altri tipi di rifugiati, adesso anche popolazioni afro-caraibiche ed afro-pacifico. Purtroppo questo significa la nascita di nuove discriminazioni ed importanti cambiamenti nei ruoli del quartiere, anche all'interno della povertà degli abitanti. Ma anche, l'arrivo di nuova musica e ritmi di vita, molto diversi a quelli che avevano i vicini che venivano dalla campagna.
Il sabato sono andata ad una giornata di "orti urbani", promossa dal "Centro di Promoción y Cultura (CPC)" ed un'onlus tedesca, Diakonie. Era una giornata per le donne che fanno queste coltivazioni a Kennedy ed anche in altri quartieri, sempre di livello 1 o 2. Il progetto cerca di insegnare a coltivare i propri orti nelle terrazze delle loro case, per questo gli offrono dai semi alla terra, alle vasche per raccogliere l'acqua piovana (che in questa città è tantissima).

Esempio di orto urbano in una terrazza


Per queste signore il fatto di potere raccogliere la lattuga, i pomodori, il coriandolo (cilantro) è bellissimo, a tante di loro ricorda il loro passato di vita in campagna e gli permette di risparmiare un po' di "pesos" sulla spesa, anzi alcune riescono a vendere qualcosa alle loro vicine o a fare baratti con altri che coltivano cose diverse.
Una cosa che me ha chiamato l'attenzione, è che per le signore più anziane questa attività è molto gratificante perché cosè hanno qualcosa da fare, ma ancher per i loro mariti "pensionati", molti non hanno la pensione è semplicemente una maniera di chiacchierare. Sentire parlare dell'importanza "di essere occupati" è curioso, perché queste donne hanno lavorato tutta una vita in condizioni estreme ma sopratutto perché adesso lavorano ancora tanto, sia curando i nipoti, i figli... e insomma cucinando per tutta la famiglia, anche se la parola "famiglia" non ha una definizione molto chiara, ci sono tante modalità.
Nelle diverse conferenze del sabato, sono stata fortunata a sentire le testimonianze e ringraziamenti di queste signore, ma anche di quelli che lavorano per dargli una mano. Alcunu cercano di coinvolgere a loro nipoti, così imparano come coltivare e i tempi che la terra ha bisogno per fare crescere le piante. Altre parlavano dei loro lombrichi e della produzione del compost, come i lombrichi li aiutano nel reciclaggio dei rifiuti perché "mangiano di tuto, ma non rifiuti acidi".
La giornata è finita con un buon pranzo, fatto con i prodotti che avevano portato dai loro orti. In questi progetti di cooperazione c'è sempre una parte del budget per il "cibo", così almeno assicurano un buon pranzo durante la giornata per chi partecipa (per tanti di loro sarà l'unico del giorno).
A tanti di voi, quest'idea degli orti urbani vi risulterà famigliare, perché anche nelle città europee si fa, ma qui non è per niente una cosa comune, ne tanto meno facile. Prima di tutto perché devi avere dei soldi per comprare i semi o per pagare la bolletta dell'acqua, che sarà un po' più alta perché una parte del consumo è per irrigare. Certamente se hai un po' di "pesos" l'elenco di cose da fare con questi è lungo prima di poterli dedicare all'orto. Per questo il progetto del CPC e Diakonie è molto importante per dargli una mano e insegnarli pure a raccogliere i semi per le coltivazioni prossime ed anche perché possano capire che con le loro risorse, anche se sono poche, possono fare tanto: compost dai rifiuti, acqua della pioggia..anzi, avere una picola entrata di denaro.



martedì 19 febbraio 2013

Succo di Lulo e primo mese

Dopo il primo mese a Bogotá, posso dire che ho assunto un'ottima abitudine colombiana e molto gustosa, cioè bere succhi di frutta!! Certo che sto sviluppando l'arte di farli a casa e posso dire che mi vengono buonissimi.
La fortuna di abitare in un paese dei caraibi e del tropico è la quantità di frutta esotica (e non) che trovi. Per questo motivo, ogni volta che vado dal fruttivendolo ne compro una diversa ed approfitto per parlare delle proprietà della frutta con qualsiasi persona colombiana che ci sia, ma anche per sapere cosa devo fare, perché non tutte si mangiano. Per esempio, qualche giorno fa ho comprato "pomodori d'albero" per fare un'insalata, ma mi hanno detto che no!! e mi hanno guardato pensando per loro stessi "europei..." Questi pomodori sono per fare dei succhi!! no per l'insalata. Comunque il risultato è un succo agrodolce, ricco in vitamine A,B,C,E,F... e contiene potassio,magnesio e fosforo.
Però uno dei miei succhi preferiti è quello di Lulo, come il nome di questo blog, ed è molto popolare. Lo trovi nei bar senza problemi -nel latte o nell'acqua, io sono pro-acqua-. Ah! Nei bar "tomas" (prendi) e non "bebes" (bevi), questa lingua e la sua ricchezza interoceanica... il lulo è anche una fonte di vitamine e contribuisce a regolare le funzioni intestinali e digestive (importantissimo nei primi giorni...)

Lulo, chiamato anche "arancina del Perú" o "naranjilla"
Ha una forma ovaidale, sta ricoperto di peluria.
Ma questo non è un blog di cibo, (se volete leggere un sito ottimo, vi consiglio http://zenzeroecaffe.blogspot.it/). Altri giorni vi pesenterò nuovi frutti, ma adesso vi parlerò un po' dei miei primi giorni qui in Colombia.

La Bogotá dove abito è molto diversa a quella che ho conosciuto circa cinque anni fa, quando sono venuta a fare un servizio di volontariato in un quartiere del Sud. Le grandi città colombiane sono divise in "estratos" che vanno dall'1 al 6, dove l'1 è il più povero. Nella mia prima visita a Bogotá, ho vissuto nel livello (estrato) 2, ma andavo tante volte anche all'1. Adesso, mi trovo nel 6.

Questa divisione riguarda tutto: i servizi, le bollette, la spesa...tutto costa molto di più se sei al “estrato” 6 rispetto all’ 1. Ma è anche una divisione sociale, ti ricordano continuamente che sei un "1" o un "2", cioè un povero e che non avrai praticamente mai la possibilità di uscire dal tuo quartiere.
Tra altro, i quartieri ricchi e quelli poveri non sono neanche vicinissimi, ma c'è una parte della collina ("del cerro") dove c'è una strada che li separa (all'estratto 2 dal 6), ma hanno costruito un muro -come quello che abbiamo fatto gli spagnoli a Ceuta o Melilla), così ognuno rimane a casa sua. Ho un'amica colombiana che mi ha spiegato che il 6 non è più il 6, si può parlare tranquillamente del "estrato 20" perché le differenze sono in aumento: i poveri sono sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi e la stessa classe media -o la poca che esiste- è più vicina ai poveri che ai ricchi.
Dunque, io abito in questa zona "cara", voglio dire che i prezzi sono come a Madrid, anzi molte volte più alti. Una delle cose che invece è economica. É mangiare nei ristoranti (ma se chiedi alcool, tutto cambia) ,camminando un po' e uscendo da questo quartiere (bastano 10 minuti) puoi trovare dei menu a 3€ molto buoni, ed è una scusa in più per passeggiare ed scoprire gli angoli nascosti della città.
Arrivare a gennaio è arrivare d’estate, ma le temperature qui non cambiano molto (8-22ºC) tutto l'anno, soltanto cambia la quantità di pioggia. Parlare di estate è parlare di sole è quando sei a 2640 metri, il sole contribuisce ad abronzarti ben bene. E’ obbligatorio mettersi sempre una crema di protezione solare perché si possono alternare le quattro stazioni in una sola giornata: sole-nuvole-vento-un po' di freddo-pioggia-sole... Con l'arrivo del mese di febbraio, è arrivata la stagione delle piogge. Mamma mia!! come piove!! che forza, che quantità... "llueve duro", come dicono qua.Ma di notte, si possono vedere le stelle e la luna, certamente un po' più vicina.